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:: ragazzi
gioco
dell'incipit |
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Incipit
è una parola latina e significa l'inizio di
un'opera letteraria, ma anche di uno spettacolo
o di un programma televisivo.
Il gioco consiste
nell'indovinare a quale libro si riferisce la
frase iniziale indicata. Buon
divertimento! |
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1. Marley,
prima di tutto, era morto. Su questo
non c'è alcun dubbio. Il registro della
sepoltura era firmato dal pastore, dal chierico,
dall'impresario di pompe funebri e da chi aveva
guidato le prescritte lamentazioni funebri.
Scrooge l'aveva firmato: e il nome di Scrooge
valeva quanto l'oro, su qualsiasi cosa fosse
scritto. Il vecchio Marley era tanto morto
quanto un chiodo di porta.
Badate! Non voglio dire che io sappia alla
perfezione cosa ci sia di particolarmente morto
in un chiodo di porta. Potrei essere più
portato a ritenere che il pezzo più morto della
ferramenta in commercio sia il chodo di bara. Ma
la saggezza dei nostri avi è nelle
similitudini; e il paese andrebbe a rotoli se
osassi turbarla con mano sacrilega. Permettetemi
perciò di ripetere, solennemente, che Marley
era tanto morto quanto un chiodo di porta. |
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| 2. Un
tempo lontano, quando avevo sei anni, in un libro sulle foreste primordiali,
intitolato " Storie vissute della
natura", vidi un magnifico disegno.
Rappresentava un serpente boa nell'atto di
inghiottire un animale. Eccovi la copia del
disegno.
C'era
scritto: "I boa ingoiano la loro preda
tutta intera, senza masticarla. Dopo di che non
riescono più a muoversi e dormono durante i sei
mesi che la digestione richiede".
Meditai a lungo sulle avventure della jungla. E
a mia volta riuscii a tracciare il mio primo
disegno. Il mio disegno numero uno. Era cosí:
Mostrai
il mio capolavoro alle persone grandi,
domandando se il disegno li spaventava. Ma mi
risposero: "Spaventare? Perché mai, uno
dovrebbe essere spaventato da un cappello?" |
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3. Ecco fatto. Ho voluto ricopiare qui
in questo mio giornalino il foglietto del
calendario d'oggi, che segna l'entrata delle
truppe italiane in Roma e che è anche il
giorno che son nato io, come ci ho scritto
sotto, perché gli amici che vengono in casa si
ricordino di farmi il regalo.
Ecco intanto la nota dei regali avuti finora:
1° Una bella pistola da tirare al bersaglio che
mi ha dato il babbo;
2° Un vestito a quadrettini che mi ha dato mia
sorella Ada, ma di questo non me ne importa
nulla, perché non è un balocco;
3° Una stupenda canna da pescare... |
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4. Sono un trovatello.
Ma fino a otto anni credetti di avere come tutti
gli altri bambini una madre. Ecco come venni a
sapere che era soltanto la mia balia.
Il mio villaggio, o, per dirla con esattezza, il
villaggio dove fui allevato, si chiama Chavanon;
è uno dei più poveri del centro della Francia.
Fino a otto anni non avevo mai veduto un uomo in
quella casa; tuttavia mia madre non era vedova,
ma suo marito, che faceva lo scalpellino come
molti altri operai della contrada, lavorava a
Parigi e non era più tornato in paese fin da
quando io ero in età di comprendere. Solamente,
ogni tanto mandava sue nuove per mezzo di
qualche compagno reduce al villaggio.
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5. Era una piovosa sera di
gennaio. Me ne stavo sprofondato
nella mia poltrona preferita, davanti al camino
acceso, rosicchiando un cioccolatino al
gorgonzola e leggendo un libro...
- Ho proprio voglia di un po' di buona musica! -
decisi a un tratto.
Mi accorsi però che in casa non c'era più
neanche un cd. Li aveva presi in prestito mio
cugino Trappola, partito per una lunga crociera
alle Isole Felici.
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SOLUZIONI
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