Secondo
la tradizione la chiesa romanica di San Zeno fu
eretta nel primo decennio del XII secolo per
liberalità della Contessa Matilde di Canossa.
Nel corso dei secoli rimase più volte
danneggiata, in particolare in seguito ai
terremoti del 1117 e del 1298 che tante rovine
causarono nel Veronese.
Per
questo motivo subì diversi rifacimenti: alla
fine del XIII secolo, data a cui vengono fatti
risalire anche gli affreschi interni, e nel
XVIII secolo quando la chiesa corse il rischio
di essere demolita.
L'aspetto
attuale è il risultato di un intervento di
restauro operato nel 1910: allora furono
innalzati i muri della navata centrale e la
facciata, che fino a quell'epoca presentava un
tipico profilo "a capanna", assunse
quello attuale "a salienti".
Il campanile, quattrocentesco, ha una parte
inferiore in ciottoli e tufo e una parte
superiore in laterizio e nel lato meridionale
mantiene ancora alcune monofore strombate, che
si ripetono numerose anche nella chiesa. La
cella campanaria si apre in semplici bifore, con
colonnette in pietra sormontate da pulvino.
Nella
costruzione originale venne impiegato materiale
laterizio romano: notevoli le due stele marmoree
sepolcrali e l'architrave della porta laterale
scolpita con motivi militari
Al
suo interno la chiesa presenta un impianto a tre
navate che terminano in altrettante absidi. Le
tre navate sono a loro volta separate da sei
arcate sorrette da pilastri.
Di pregio sono gli affreschi due-trecenteschi
che adornano i pilastri e che riproducono
immagini sacre alla devozione popolare.