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| la
fabbrica cooperativa perfosfati |
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Agli inizi del novecento l'idea di una fabbrica
che appartenesse ai soli agricoltori non era
ancora sufficientemente sentita. |
I
fautori di quest'idea però non si diedero per
vinti e guidati dall'iniziativa dell'allora
direttore dell'Associazione Agraria, prof. A.
Marchiori, propagarono le loro idee riuscendo a
farle proprie a molti agricoltori.
Si tennero riunioni pubbliche in tutti i centri
agricoli della zona: gli agricoltori risposero
all'appello e il 21 dicembre 1907 il Consiglio
dell'Associazione Agraria nominò un comitato
per gli studi inerenti alla nuova fabbrica. |
| Si
scelse Cerea come sede dello stabilimento perché
lì si aveva nell'ing. Anderlini un valido
collaboratore e sostenitore e perché a Cerea si
sottoscrisse, in breve tempo, un quarto del
capitale sociale preventivato in Lire 300.000. |
Il
4 aprile 1908 nel palazzo del Mercato Coperto di
Legnago, ebbe luogo la costruzione legale della
Società ed il Consiglio di Amministrazione vide
nell'ing. Anderlini la persona più adatta a
reggere le sorti del nuovo stabilimento e lo
nominò direttore, incarico che terrà per 27
anni, fino al giorno della sua morte.
Il primo atto ufficiale della società riguardò
l'acquisto del terreno su cui far sorgere la
fabbrica: la località prescelta, "Canton e
Tezzon", era ideale in quanto contigua alla
stazione ferroviaria e ben servita da strade
comunali.
Mente operativa di tutta l'operazione fu l'ing.
Anderlini che modificò il primitivo progetto
anche grazie alle visite ad altre fabbriche
cooperative simili a quella che doveva sorgere a
Cerea. In effetti l'impianto che ne risultò
rispecchiava quanto più di razionale era
concepibile per quei tempi. |
Nella
vita della Fabbrica Cooperativa Perfosfati si
distinguono nettamente quattro periodi.
Il primo, il più lungo, va dalla fondazione
all'inizio dell'ultima guerra mondiale, nel
quale lo stabilimento si valse del suo impianto
iniziale e crebbe con il consenso degli
agricoltori. |
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Il
secondo periodo, quello della seconda guerra
mondiale non fu del tutto di inattività e di
stasi, ma venne compiuto ogni sforzo per andare
incontro alle esigenze dei soci. Da ricordare
l'occupazione della fabbrica da parte delle
truppe tedesche ed i bombardamenti aerei con la
quasi distruzione totale di tutto l'archivio
storico.
Il terzo periodo, il dopoguerra, può definirsi
di completo rinnovamento. Il problema era posto
nei seguenti termini: rinnovare gli impianti,
ormai superati, senza interrompere la
produzione, senza ricorrere a soluzioni di
ripiego e senza grossi immobilizzi.
Si cominciò dal raccordo ferroviario, visto che
non si poteva continuare a trasportare quantità
sempre più ingenti di materie prime con cavallo
e birroccio. Si procedette quindi alla
costruzione e messa a punto dei nuovi reparti
spostando man mano le varie fasi di produzione
dal vecchio al nuovo impianto.
Realizzatore di tutta questa opera di
rinnovamento fu il direttore ing. Antonio Menin
che elaborò e progettò il piano dei lavori
dopo aver visitato e studiato altri impianti
europei.
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Dalla fine del 1991 in poi, nel quarto periodo,
si è avuto il trasferimento della cooperativa
alla nuova sede di Bonavicina che però non ha
determinato la morte della fabbrica. Acquistata
dal Comune di Cerea, ribattezzata "Area
Perfosfati", ha subito dal 1995 ad oggi un
completo restauro ed è utilizzata per
manifestazioni e convegni. |
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di
Anna Chiara Ziviani
tratto da "Cerea, la sua gente" a cura
di Gianfranco Ziviani e Anna Chiara Ziviani |
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