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la scuola elementare di Cerea
      
      
Il 20 gennaio 1810 il Ministro dell'Interno del Regno d'Italia napoleonico si congratulò con il vice-prefetto del dipartimento di Legnago, tramite una lettera da inoltrare a tutti i podestà del distretto di cui faceva parte anche Cerea, per "la lodevole distinzione nell'offrire un maggior numero di studenti in ragione della popolazione".
E' una lode che gratifica se si pensa che in quell'epoca si era ancora ai primordi della scuola elementare pubblica, anche se ciò non deve far pensare che l'istruzione fosse così caldamente sostenuta dai cittadini di Cerea. La scarsa frequenza era infatti un tasto dolente dell'istruzione pubblica ottocentesca. Istruirsi comportava per le famiglie un sacrificio, dato non solo dalle spese dirette, ma anche dai mancati guadagni dei figli che, mentre erano a scuola, non potevano svolgere altre attività remunerate.
 

 
La legislazione stessa, dall'inizio del secolo XIX fino al suo finire, fu condizionata dal lavoro infantile che veniva considerato non come un'eventualità, ma come un dato di fatto con cui la scuola doveva convivere.
Le scuole pubbliche presenti in Cerea fin dagli inizi dell'Ottocento sono sempre state tre: una scuola nel capoluogo del comune, una nella frazione di Asparetto ed una in quella di Aselogna. Inizialmente le classi della scuola di Cerea erano due: una inferiore ed una superiore. Dopo l'emanazione del "Regolamento organico per la Scuola Elementare del regno Lombardo Veneto" nel 1818 e la conseguente riorganizzazione, le "Scuole Elementari minori" furono suddivise in classe prima inferiore e prima superiore e classe seconda. La presenza della classe terza è attestata dall'anno 1867 e la classe quarta dal 1871.
La scuola era situata in un locale del municipio al piano terreno, per agevolare l'ingresso e la permanenza dei ragazzi col minore disturbo possibile per gli uffici comunali. Questa collocazione però la rendeva alquanto umida e fredda nei mesi invernali. Basti pensare al maestro che, nel 1830, chiese una stufa per poter mantenere una temperatura tale da non far ghiacciare i calamai come era successo per due mesi interi l'anno precedente.
Il primo vero edificio scolastico Cerea lo ebbe nel 1880, quando il consiglio comunale deliberò l'acquisto di un terreno attiguo alla chiesa. Secondo la disposizione di legge del 1867, il fabbricato doveva essere elevato di due o tre gradini sopra la superficie del terreno per conservare asciutte le aule. Le finestre, fornite di "ottima intelaiatura, delle invetriate e munite di tenda", avrebbero dovuto essere alte dal piano terreno quanto basta ad impedire che gli scolari non fossero distratti dal pubblico passaggio. Le pareti delle aule, per difendere i "delicatissimi organi visivi dei bambini", non dovevano "fulgere di una candidezza irritante", ma essere dipinte di un colore che "tragga all'oscuro e vi lasci riposare sopra lo sguardo".
L'arredamento interno prevedeva una "tavola nera" collocata in un luogo illuminato, di fronte agli scolari e davanti ad essa, sopra una pedana, trovava posto il tavolo del maestro, così da poter esattamente sorvegliare tutti gli scolari.
Un piccolo armadio serviva per custodire i libri degli scolari poveri, forniti dal Comune; c'erano poi un paio di sedie per un eventuale visitatore, per il parroco o per l'ispettore locale.
La nuova scuola, infine, era provvista di un cortile spazioso dove i fanciulli, nelle ore di riposo, potevano trovare ristoro saltando, correndo ed esercitandosi nella "ginnastica elementare", così da rinforzare le "fibre del corpo".
La scuola fu collaudata ed inaugurata nel 1886. Il "Diario per le pubbliche scuole normali" datato 1810 decretava come giorno di apertura il 3 novembre e come mese di chiusura agosto. Settembre, invece, era dedicato allo svolgimento del saggio della scuola, alla presenza delle autorità del paese. 
Le lezioni si svolgevano in cinque giorni la settimana, esclusi il giovedì pomeriggio e la domenica. Ci fu però un insegnante che chiese il cambio del giorno di riposo settimanale dal giovedì al sabato per ovviare al calo di frequenza delle ragazze, causa il mercato di Legnago.
L'orario giornaliero si articolava in due ore e mezza la mattina e due ore al pomeriggio.
Il primo giorno di scuola venivano invitati il podestà, gli anziani municipali ed il parroco, affinché esortassero i ragazzi all'amore per lo studio e rendessero edotti i maestri del loro importante compito.
L'orario giornaliero si articolava in due ore e mezza la mattina e due ore al pomeriggio.
Il primo giorno di scuola venivano invitati il podestà, gli anziani municipali ed il parroco, affinché esortassero i ragazzi all'amore per lo studio e rendessero edotti i maestri del loro importante compito.
Purtroppo ciò non era facile. La scuola che permetteva di conseguire la patente di abilitazione alla professione di insegnante si trovava a Verona e perciò diventava molto impegnativo e dispendioso poterla frequentare. Lo stipendio di un insegnante inoltre era miserevole ed un padre di famiglia non poteva dedicarsi solo all'insegnamento; era costretto così ad impegnarsi anche in altri mestieri. Insegnanti maggiormente preparati e quasi giustamente pagati si potranno incontrare solo verso la fine dell'Ottocento.

di Elena Gatti
tratto da "Cerea, la sua gente" a cura di Gianfranco Ziviani e Anna Chiara Ziviani

   
 
             
 
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